Scicli, 14 gennaio – Rosetta Trovato, 38 anni, è stata uccisa oggi a Scicli dal marito, Massimo La Terra. L’omicidio è avvenuto al numero 26 di Via Simeto,  una strada che interseca Corso Umberto, nel quartiere della Strada Nuova. Dalle prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe strangolato la moglie e poi chiamato i vicini di casa dicendo che la moglie si era sentita male. I vicini hanno chiamato l’ambulanza del 118, e i sanitari, giunti sul posto, si sono accorti di quanto accaduto e di conseguenza hanno avvertito i Carabinieri. I due, sposati da 15 anni circa, hanno una figlia di 14 anni, che studia a Modica. La ragazza è giunta proprio mentre c’erano i soccorsi del 118, intorno alle ore 14.10 e visto l’accaduto è rimasta sotto shock. In questo momento l’uomo si trova nella caserma dei Carabinieri. Le forze dell’ordine stanno tentando di fare chiarezza su quanto avvenuto.

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Ragusa, 14 gennaio – Anche due marittimi Ragusani erano a bordo della nave Costa Concordia che si è incagliata al largo dell’isola del Giglio. I due sono Francesco Gennaro, 32 anni, imbarcato sulla nave come marconista da due mesi, residente a Pozzallo e Giuseppe Arrabito, 29 anni, di origine sciclitane, ma pure lui residente a Pozzallo, che svolgeva sulla nave le mansioni di DJ e tecnico del suono. Entrambi hanno chiamato i familiari e stanno bene.   La nave da crociera Costa Concordia per ragioni inspiegabili si trovava su una rotta errata, a circa un miglio dalla costa (doveva stare a oltre 5 miglia, a quanto pare) ed ha urtato uno scoglio di Punta Gabbianara, non lontana dall’Isola del Giglio. L’imbarcazione era partita alle ore  19 di ieri da Civitavecchia per un Giro del Mediterraneo ed era diretta a Savona. I 4.229 passeggeri a bordo sono stati soccorsi. Sul posto sono intervenute unità della Guardia costiera per l’evacuazione. Secondo la Capitaneria di porto, ci sono 3 morti e 70 dispersi (nel senso che mancano all’appello ancora, mentre si incrociano i dati delle liste di imbarco e con le agenzie viaggi)

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Ragusa, 14 gennaio – Nel quadro di una serie di iniziative predisposte dalla Compagnia Carabinieri di Ragusa e dal Comando di Polizia Municipale finalizzate al contrasto dell’attività di vendita abusiva di merci contraffatte, lo scorso 11 gennaio, personale della squadra di Polizia annonaria del Comando di Polizia Municipale e Militari della Stazione Carabinieri di Ragusa Principale, hanno accertato che all’interno dell’area di contrada Selvaggio, ove si svolge il tradizionale e affollato “mercato del mercoledì”, due extracomunitari, D. A. di anni 32, di nazionalità tunisina e A. M., di anni 31, di nazionalità marocchina, vendevano merce (borse, scarpe, abbigliamento) senza avere la necessaria autorizzazione amministrativa. Inoltre, gran parte dei prodotti recava marchi palesemente contraffatti, in violazione della legge penale. L’operazione è stata predisposta all’inizio della mattinata con personale in abiti civili, che dopo aver effettuato, in incognito, un’attenta ricognizione dei luoghi, ha focalizzato il proprio intervento su una bancarella, dove era esposta per la vendita merce i cui marchi erano contraffatti. Successivamente, il tempestivo intervento del personale in divisa, presente in congruo numero fuori dall’area di mercato, ha consentito di bloccare i venditori abusivi e sequestrare la merce. I due ambulanti venivano portati al comando di polizia municipale per la compiuta identificazione e per la redazione degli atti necessari. I due extracomunitari sono stati denunciati alla competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa per i reati di contraffazione, alterazione e uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali

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Lavoreranno a Siracusa, Augusta e Avola-Noto   Siracusa, 13 gennaio – Il direttore generale dell’Asp di Siracusa Franco Maniscalco ha firmato questa mattina, durante una cerimonia che si è svolta nella sala riunioni, i contratti di assunzione a tempo indeterminato per altri 9 dirigenti medici impiegati nei presidi ospedalieri della provincia di Siracusa: 2 sono vincitori di nuovi concorsi pubblici e 7 fanno parte dello scorrimento delle graduatorie. Le 2 nuove assunzioni sono relative alle branche di Medicina trasfusionale e Medicina nucleare, entrambe al presidio ospedaliero Umberto I. I nuovi dirigenti medici che fanno parte degli scorrimenti sono 3 dell’anestesia e Rianimazione dell’Umberto I, 3 di Chirurgia generale, di cui 1 al Muscatello di Augusta e 2 al presidio ospedaliero Avola-Noto; 1 di Ortopedia e Traumatologia dell’Umberto I.  La firma dei contratti di oggi fa seguito alla prima tranche di assunzioni di dirigenti medici che sono entrati in servizio a dicembre 2011. Ulteriori assunzioni saranno effettuate, per soddisfare eventuali altre necessità, nei primi giorni del mese di febbraio con l’obiettivo, ha sottolineato il direttore generale Franco Maniscalco, di eliminare le sacche di precariato a copertura completa di tutti i posti previsti nella pianta organica

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Ragusa, 13 gennaio – Una cerimonia sobria e istituzionale per celebrare gli 85 anni della Provincia di Ragusa. Nella sede del palazzo del Governo alla presenza dei sindaci iblei, dei rappresentanti delle province gemellate e delle massime autorità civili e militari ha avuto luogo la cerimonia protocollare aperta dal saluto del prefetto Giovanna Cagliostro. Nel suo intervento il prefetto ha posto l’accento sul ruolo e le funzioni delle Province. “Il livello di governo provinciale è connaturato con l’identità socio-culturale e con la sua storia ed è certamente in grado di assicurare il necessario supporto ai Comuni, in particolare a quelli di minori dimensioni, nello svolgimento delle funzioni di competenza

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Certo i medici e la Medicina ufficiale del XIV e XV secolo, non fecero una bella figura davanti a quell’epidemia che uccideva a migliaia su migliaia gli abitanti di villaggi e città fiorenti e progredite. Ma sono anche da capire: le loro cognizioni e le teorie ufficiali si rifacevano soprattutto a concetti filosofici, astrologici, quando non religiosi, che attribuivano l’origine e la diffusione del morbo, a sconosciuti miasmi , esalazioni, discrasie tra umori o peggio ancora a punizioni divine, contro cui ogni terapia era inefficace, se non rimettere l’anima al Padreterno, pentirsi e… sperare. I medici dell’epoca avevano solide preparazioni astrologiche e filosofiche e le loro cognizioni si rifacevano a Ippocrate e a Galeno secondo i quali (specie quest’ultimo) le malattie erano dovute a discrasie , cioè a cattivi mescolamenti dei quattro umori principali: Flemma, sangue, bile gialla e nera.

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La Provincia Regionale di Ragusa in occasione dell 85° Anniversario invita al Convegno “ Ragusa Letteraria ”. Mercoledì 11 Gennaio 2012  ore 17, Palazzo della Provincia – Sala Riunioni.   Introduce e coordina Elisa Mandarà (Critico letterario)   Interventi Antonio Di Grado (Ordinario di Letteratura Italiana presso L’Università di Catania) Piero Guccione (Artista) Paolo Mauri (Critico Letterario la Repubblica) Nunzio Zago ( Presidente della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Ragusa)   Seguirà la proiezione in anteprima del trailer del film documentario “Terra matta” - Il Novecento italiano di Vincenzo Rabito, analfabeta siciliano di Costanza Quatrifoglio.   *** Ragusa, 12 gennaio – “Ragusa letteraria”, il convegno promosso nell’ambito dell’85° anniversario della Provincia di Ragusa ha celebrato la produzione letteraria iblea, enucleando motivi e attori rappresentativi di un panorama corposo e assai variegato, forte di personalità straordinarie come Vann’Antò, Quasimodo, Bufalino, per richiamare solo i massimi. Il convegno, aperto dal saluto istituzionale del presidente Franco Antoci che ha posto l’accento sul ruolo della Provincia anche nella scelta di dare più ‘voce’ alla cultura, ha ospitato voci di sicuro prestigio nello scenario culturale odierno.

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Siracusa, 11 gennaio – I Carabinieri della Sezione Tutela Patrimonio Culturale di Siracusa, competente per la Sicilia orientale, hanno recuperato tre importanti teste di santi, pregevoli sculture in argento risalenti al ‘600, rubate nel 1987 dalla chiesa di Santa Maria Assunta di Bagnoli Irpino, in provincia di Avellino. Le tre teste, raffiguranti rispettivamente Sant’Antonio, San Giuseppe e San Domenico, furono staccate dai malfattori dai rispettivi busti, rimasti così decapitati per più di trent’anni. Gli importanti manufatti si trovavano, prima dell’intervento dei militari del reparto speciale dell’Arma, in custodia giudiziale presso i depositi della Soprintendenza di Messina, a seguito di un sequestro operato agli inizi degli anni ’90 da un'altra forza di polizia

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Curata dalla professoressa Cosetta Portelli   Scicli, 11 gennaio – È in mostra, nei pianerottoli del primo e secondo piano del Municipio di Scicli, una raccolta dei documenti provenienti dall’archivio storico comunale, relativi ai moti del 1848 in Sicilia e a Scicli in particolare. La mostra è stata curata dalla professoressa Cosetta Portelli, dipendente comunale. È possibile visionare le trascrizioni dei consigli civici del tempo, la diatriba tra il sindaco del tempo, Guglielmo Penna e Benedetto Spadaro, comandante della Guardia Civica. Sullo sfondo le tensioni tra Marianisti e Bartolari, i confrati delle due confraternite rivali: Santa maria La Nova e San Bartolomeo. Tra le curiosità, il tentativo di sostituire la tassa sul macinato con una tassa sul fogliame, ovvero sulla verdura.

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All'unnici di Jinnaru a vintin'ura a Jaci senza sonu s'abbalava cui sutta li petri e cui sutta li mura e cui a misericordia chiamava.   {xtypo_dropcap}T{/xtypo_dropcap}recentodiciannove anni fa, l’11 gennaio 1693 (una domenica), la Sicilia orientale fu sconvolta da una delle peggiori catastrofi. Erano le 13.30, quando accadde l’imprevisto, un sisma dell’XI grado della scala Mercalli (7.4 Richter), a 20 km di profondità con epicentro sullo Jonio. Si stimano in 60mila le vittime, su un territorio di almeno 5600 km quadrati e 45 paesi distrutti. Ragusa (dove morirono 5000 dei 9950 abitanti), Scicli, Modica, Ispica (Spaccaforno), Monterosso, Chiaramonte, Lentini, Grammichele (allora Occhiolà), Siracusa (4000 morti su 15300 abitanti), Palazzolo e Buscemi, Acireale, ma soprattutto Catania (con 16000 vittime su 20000), e solo per citare alcuni importanti centri di allora.

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